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RIFINANZIATA LA LEGGE 13

16 mag in evidenza | Commenti disabilitati

Rifinanziata la Legge 13/89 sui contributi per interventi di eliminazione delle barriere architettoniche
La legge “Disposizioni per favorire il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati“, all’art. 10 istituisce presso il Ministero dei lavori pubblici il Fondo speciale per l’eliminazione e il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati,necessario a coprire le richieste pervenute dalle regioni.
La Legge di bilancio 2017 (Legge 232/2016) – all’articolo 1 comma 140 – istituisce il Fondo investimenti e con questa misura viene, dopo oltre dieci anni, rifinanziata la Legge 13/89.
La dotazione complessiva di questo fondo è di 46 miliari di euro dei quali 180 milioni di euro sono, appunto, quelli indicati come destinati alla eliminazione delle barriere architettoniche. Il capito di spesa in carico al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per la programmazione dal 2017 al 2032, ed è così ripartito: 20 milioni di euro nel 2017, 60 milioni di euro nel 2018, 40 milioni di euro nel 2019 e nel periodo dal 2020 al 2032 di 60 milioni di euro.
La Conferenza Unificata ha approvato la ripartizione dei 180 milioni, sulla base delle richieste avanzate dalle regioni: Abruzzo 4,4 milioni, Basilicata 15,2 milioni, Campania 13,5 milioni, Emilia-Romagna 29,3 milioni, Lazio 19,2 milioni, Liguria 275 mila euro, Lombardia 25,3 milioni, Marche 11,3 milioni, Molise 1,1 milioni, Piemonte 25,7 milioni, Puglia 4 milioni, Sardegna 3,2 milioni, Sicilia 4,4 milioni, Toscana 2,9 milioni, Umbria 11 milioni, Veneto 8,4 milioni.

Il fabbisogno delle regioni è quantificato sulla base delle richieste complessive pervenute dai comuni; l’importo del contributo quantificato dal comune si sostanzia sulla base di una precisa procedura e tutto l’iter, fino alla finale concessione del contributo al richiedente, è articolato in diversi passaggi, sintetizzabili in:
– gli aventi diritto (sempre la persona con disabilità, oppure chi ne esercita la tutela o la potestà) presentano la domanda entro il primo marzo di ciascun anno presso il comune dove è sito l’immobile oggetto dell’intervento, per l’inserimento nella graduatoria. Gli interventi per il superamento delle barriere architettoniche per i quali si chiede il contributo non devono ancora essere stati realizzati o in corso di realizzazione. Solo dopo aver presentato la domanda è possibile avviare l’intervento, indipendentemente dal procedimento amministrativo che la domanda deve seguire;
– il comune avvia i necessari controlli per verificare l’ammissibilità della domanda dei richiedenti, accertando la titolarità degli stessi, la completezza dei documenti richiesti e la congruità della spesa prevista rispetto alle opere da realizzare;
– il comune, entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, sulla base di quelle ritenute ammissibili, stabilisce il fabbisogno del comune e forma la graduatoria. La pubblicazione della graduatoria costituisce la richiesta ufficiale da parte del comune alla regione per accedere al contributo per l’anno di riferimento (la pubblicazione della graduatori avviene, in genere, all’Albo Pretorio del Comune, ed è onere del richiedente verificare la presenza della sua domanda);
– la regione, raccolte le richieste dei comuni, determina il fabbisogno complessivo e lo trasmette al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (ex Ministero dei lavori pubblici) per la partecipazione alla ripartizione del Fondo per la eliminazione ed il superamento delle barriere architettoniche negli edifici privati. Il Fondo, come previsto dalla normativa, dovrebbe essere annualmente ripartito tra le regioni richiedenti con decreto interministeriale in proporzione al fabbisogno indicato dalle regioni. Come anticipato la misura è stata finanziata con il Fondo investimenti e sana, in parte, gli anni pregressi privi di copertura fino all’anno 2017.
– le regioni, dopo la firma del decreto interministeriale (questo deve essere firmato dai Ministri competenti: Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministro dell’Economia delle Finanze e il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali; entrerà in vigore dopo quindici giorni dalla sua pubblicazione. Ad oggi non è ancora stato firmato), ripartiscono le somme assegnate ai comuni richiedenti, privilegiando il fabbisogno dei comuni ove sono state presentate domande con “diritto di precedenza”;
– I sindaci dei comuni richiedenti, entro trenta giorni dalla comunicazione delle disponibilità, assegnano i contributi ai richiedenti. Nell’ipotesi in cui le somme attribuite al comune non siano sufficienti a coprire l’intero fabbisogno, viene data assoluta precedenza alle domande con “diritto di precedenza”: presentate da portatori di handicap riconosciuti invalidi totali con difficoltà di deambulazione, tenendo conto dell’ordine cronologico di presentazione;
– gli aventi diritto hanno diritto al contributo solo dopo aver prodotto la documentazione attestante la realizzazione dell’intervento, e se necessario, aver evaso ogni ulteriore richiesta, anche considerando l’ampio arco temporale intercorso tra la presentazione della domanda e la concessione del contributo.
Il calcolo del contributo si basa sulla spesa effettivamente sostenuta, secondo le indicazioni della legge, comprovata dalle fatture quietanzate, che attestino la realizzazione delle opere oggetto della domanda.
Gli uffici competenti presso i comuni, che hanno in carico la procedura per l’accesso al contributo, forniscono, in genere, moduli specifici ed il dettaglio della necessaria documentazione da produrre per gli adempimenti operativo/amministrativi a cui è necessario ottemperare.

Per ulteriori aggiornamenti è possibile consultare il sito web del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Fonte: superabile.it

(c.a.)