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A tagliare son buoni tutti!

18 apr in evidenza | Commenti disabilitati

da TorinOggi.it 17 aprile 2018

“Situazione esplosiva, basta scaricare i costi sulle famiglie. Vigileremo affinché i diritti delle persone con disabilità siano garantiti con equità e fruibilità”

Una contrazione di 2,7 milioni di euro, da 44,6 a 41,9 milioni di euro: sono i tagli previsti nel Bilancio del Comune di Torino per le spese di welfare. Stante le cose la spesa storica si attesterà a 41,9 milioni di euro e non è ancora chiaro se l’amministrazione conta di recuperare risorse da altri capitoli per coprire il taglio, come proposto per il settore del trasporto delle persone con disabilità, che subisce una netta sforbiciata di 264.000, ovvero del 5% in un solo anno, ma che sarà recuperata con i fondi di riserva.

In attesa di conoscere nel dettaglio l’entità e la qualità dei tagli, arriva il grido di allarme delle associazioni che si occupano di tutelare le persone con disabilità, che già lamentano la carenza strutturale di fondi e di aiuti pubblici, situazione aggravata da un contesto di crisi economica che mette in difficoltà soprattutto le fasce più deboli della popolazione.

Giancarlo D’Errico, direttore di Anffas Onlus Torino e presidente di Anffas Piemonte Onlus, denuncia: “Leggiamo con preoccupazione la notizia per cui il bilancio della Città di Torino è stato licenziato con un taglio lineare sul capitolo welfare di oltre 2,5 milioni di euro. Ciò significa che una spesa storica già insufficiente viene portata ad un livello ancora inferiore, con il conseguente progressivo trasferimento del carico economico alle famiglie, in un contesto di generale impoverimento dovuto alla crisi, che continua a mordere tenacemente le fasce più deboli della popolazione”.

“La situazione del welfare a Torino – continua il rappresentante di Anffas – non è rosea, e rischia di andare addirittura fuori controllo se associamo questi tagli al comportamento delle ASL, che cercano di limitare l’accesso ai servizi riservati alle persone con disabilità (centri diurni, comunità, domiciliarità ecc.) per mancanza di risorse. Addirittura, in taluni casi, viene negata l’esistenza delle liste di attesa in modo che le ASL abbiano la possibilità di non farsi carico a tempo indeterminato delle richieste dell’utente. Questi sono comportamenti gravissimi, perché la non presa in carico dei bisogni rischia di creare una situazione esplosiva. Ma d’altro canto, se le ASL dovessero cambiare rotta ed essere coerenti nell’erogazione dei servizi necessari a tutte le persone che ne hanno bisogno, la parte di compartecipazione di competenza della Città sarebbe insufficiente, anzi drammaticamente insufficiente alla luce dei recenti tagli. Senza introdurre la questione dei disabili ultrasessantacinquenni da inserire in RSA per questioni di bilancio”.

“La tutela dei diritti delle persone con disabilità – conclude Giancarlo D’Errico – e la non discriminazione tra cittadini è per noi Anffas materia fondamentale, vigileremo e avvieremo tutte le azioni necessarie affinché i diritti di tutti siano garantiti nel loro esercizio, equità e fruibilità”.