Il 28 novembre 2008 è stato 
approvato dal Consiglio dei Ministri 
il disegno di legge di ratifica della 
Convenzione delle Nazioni Unite sui 
diritti delle persone con disabilità

 

 

 

Un ambulatorio ginecologico
per donne disabili

È attivo da tre anni presso l’ospedale ginecologico ostetrico Sant’Anna di Torino

- Fare sullo stesso lettino, senza ulteriori spostamenti, la visita ginecologica, gli screening di prevenzione oncologica, l’ecografia ostetrica; ma anche ricevere assistenza durante il delicato periodo della gravidanza o, semplicemente, parlare da donna a donna dei propri problemi femminili. Un ambulatorio pensato per donne con disabilità fisica o psichica, che spesso più delle altre, hanno difficoltà ad affrontare una visita necessaria non solo per la loro salute, ma anche per la vita di relazione. Dal 2007 è attivo all’ospedale ostetrico ginecologico Sant’Anna di Torino un centro con attrezzature e arredi adeguati, come sollevatore e lettino regolabile, e con personale specializzato. Nasce in seguito alla segnalazione di una paziente, che lamentava l’assenza, nelle strutture pubbliche piemontesi, di un ambulatorio dedicato a donne con disabilità di vario grado.

AMBULATORIO ACCESSIBILE - «Per prima cosa abbiamo individuato uno studio sufficientemente ampio da permettere sia l’accesso che lo spostamento di sedie a rotelle o barelle - dice una delle promotrici, la dottoressa Elsa Viora - . Così abbiamo scelto il centro di ecografia e diagnosi prenatale, perché sia l’ingresso che uno degli ascensori consentono di entrare con sedie o barelle. È stata poi completata la rampa di accesso al centro, abbattendo le barriere architettoniche». Grazie al dono di privati, lo studio è stato attrezzato con un lettino regolabile e un sollevatore elettrico per spostare la donna dalla sedia o dalla barella. Tutti gli accertamenti di base e i test di screening sono inseriti fra le attività dell’ambulatorio che fa capo al dipartimento di ginecologia dell’ospedale. È inoltre possibile effettuare ulteriori esami nello stesso ospedale e seguire un percorso assistenziale continuo.

PERCORSO PERSONALIZZATO - «Talvolta le pazienti non effettuano gli esami richiesti per le difficoltà di prenotazione oppure li eseguono con modalità e in tempi non appropriati. Così rinunciano alla prevenzione o a mettere al mondo un figlio – spiega Viora -. Hanno bisogno quindi di un percorso di accoglienza personalizzato. Per questo, una parte del personale ostetrico, infermieristico e medico del centro di ecografia e diagnosi prenatale ha ricevuto una formazione specifica. In molti casi, le donne, ma anche i parenti soprattutto delle pazienti con disabilità psichica, hanno necessità di parlare, di essere ascoltati e accolti». Per chi ha una disabilità, poi, la paura di non essere in grado di mettere al mondo un figlio o di trasmettere la malattia genetica al proprio bambino può essere un freno alla scelta di diventare madre. In questi 3 anni due pazienti dell’ambulatorio hanno partorito al Sant’Anna. Le visite ambulatoriali, che di solito si svolgono il venerdì, si prenotano chiamando un numero verde dedicato, 800.274.673.

dal Corriere della Sera

Maria Giovanna Faiella
18 marzo 2010

 

 
Donne e lavoro: le discriminazioni multiple in Provincia di Torino

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Donne e disabilità: l'importanza del riconoscimento soggettivo

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In preparazione di un importante  seminario in ottobre su:
"Maternità e Disabilità"

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CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELLE DONNE E UOMINI CON DISABILITA’

E’ il  primo strumento giuridico internazionale vincolante (per i Paesi che lo sottoscriveranno) riguardante i loro DIRITTI UMANI e rappresenta un traguardo storico del movimento mondiale delle donne e uomini con disabilità.
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Il sapere dell'esperienza, l'esperienza del sapere.

di Jacqui Christy James, Segretaria Disabled Peoples' International Europa, relazione tratta dalla Conferenza Europea "essere donna nella disabilità", novembre 2003  
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 Alcune riflessioni sulla legge 194/78 e la disabilità

La legge 194/’78, nonostante le limitazioni imposte per l’interruzione volontaria della gravidanza e l’obiezione di coscienza, è, secondo me, donna con disabilità motoria facente parte dei movimenti delle donne e della disabilità, complessivamente una buona legge, da salvaguardare.
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Corso gratuito rivolto a donne disabili per apprendere i fondamenti del telelavoro
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