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Lettera di intenti
Il giorno 14/09/2005 presso la sede dell'ASO CTO/CRF/Maria Adelaide, Via
Zuretti 29 - Torino
Tra
L'associazione di volontariato Coordinamento Para-tetraplegici del
Piemonte
con sede in Torino - Via Padova 27/a
per il presente atto rappresentata dal Presidente dr. Piergiorgio
Maggiorotti
E
Il Direttore dell'ASO CTO/CRF/Maria Adelaide
Ing. Enrico Bighetti
Viene sottoscritta la seguente lettera di intenti concernente le modalità
di attuazione delle iniziative
messe in atto dal Coordinamento Para-tetraplegici presso l'Unità
Spinale
Premessa
Il Coordinamento Para-tetraplegici del Piemonte (di seguito CP o
Associazione), dal 1998 svolge formalmente un azione di sostegno ed
empowerment rivolta alle persone con lesione midollare ricoverate presso
i presidi aziendali, riconosciuta dall'ASO CTO/CRF/Maria Adelaide con
lettera prot. n. 11039/URP.30 del 15 giugno 1998.
Le linee Guida per le Unità Spinali Unipolari (USU) (G.U. n. 128 del 3
giugno 2004) prevedono espressamente il coinvolgimento delle
associazioni di persone con lesione midollare nel processo di
riabilitazione globale messo in atto presso le USU fornendo le seguenti
indicazioni:
(...) All'interno dell'organizzazione delle USU, dovrà essere
individuato uno spazio da destinare al rapporto con le Associazioni
rappresentative degli utenti (persone con lesione midollare
stabilizzata); in particolare dovrà essere individuato un ambito nel
quale inserire le attività di "consulenza alla pari" svolte
da persone con lesione midollare già stabilizzata, utile a fornire alle
persone lì ricoverate informazioni, indicazioni ed orientamenti.
Possono inoltre essere concordate forme di collaborazione con le
Associazioni delle persone con lesione al midollo spinale al fine di
erogare e/o gestire azioni utili al miglior reinserimento possibile
delle persone con lesione midollare che escono dall'USU, anche avviando
rapporti con i servizi sociali-associativi esistenti sui diversi
territori di residenza.
Dal mese di gennaio 2004 la presenza di persone volontarie del CP nel
presidio CRF, già attivata negli anni passati nel contesto di
specifiche iniziative, si è ulteriormente strutturata con specifiche
attività avviate dalle persone volontarie a favore dei degenti del
presidio CRF in accordo con l'équipe riabilitativa (*), anche in
attuazione del progetto denominato "Tornare a casa", sostenuto
con risorse del Centro Servizi per il Volontariato VSSP di Torino.
Dopo un anno di attività si è concordemente valutato necessario ed
utile individuare più precisamente i compiti ed il ruolo delle persone
volontarie iscritte all'Associazione e delle risorse professionali da
questa messe in campo, attive presso l'Unità Spinale del CRF, e di
sperimentare la formalizzazione delle modalità di collaborazione con l'équipe
riabilitativa affinché si definisca consensualmente una modalità di
lavoro comune con l'obiettivo di offrire alle persone ricoverate un
insieme di iniziative, realizzabili dall'Associazione tramite persone
volontarie, portatrici di esperienze specifiche, e l'apporto di
professionisti esperti nel campo di tematiche particolari.
Le persone volontarie del CP possono offrire una collaborazione fattiva
all'équipe per favorire l'inclusione sociale e l'empowerment delle
persone con lesione midollare ricoverate presso il CRF; tale
collaborazione è definita in azioni da attivare nei confronti
dell'intero gruppo delle persone ricoverate o dei singoli sulla base del
progetto di riabilitazione globale personalizzato definito dall'équipe.
Le azioni presso il CRF
Il CP si impegna ad assicurare lo svolgimento delle seguenti attività:
1. Al fine di favorire la conoscenza da parte delle persone con lesione
midollare e dei loro familiari delle opportunità e delle iniziative
messe in atto, l'Associazione garantisce presso il presidio la presenza
di volontari finalizzata alla realizzazione di iniziative di
informazione individuale od a piccoli gruppi su tematiche inerenti la
gestione della condizione di persona con disabilità nello specifico
della condizione di lesionato midollare, a partire dalla conoscenza dei
diritti e delle opportunità per la re-inclusione sociale, verranno
attivate le opportune iniziative individuali e/o di gruppo; nell'ambito
di queste iniziative, viene indicata come utile l'organizzazione di
specifici incontri con le persone interessate, i loro familiari,
l'assistente sociale ed il referente del CP al fine di personalizzare,
per quanto possibile ed opportuno, l'offerta di attività finalizzate
all'inclusione sociale ed all'empowerment messe in atto nel presidio CRF.
2. Incontri periodici informativi su tematiche relative alla lesione
midollare ed alla disabilità più in generale. I temi e
l'organizzazione degli incontri sono definiti di volta in volta in
accordo con l'équipe e sulla base degli interessi del gruppo di
ricoverati presenti.
3. Incontri con persone degenti interessate ad acquisire competenze
informatiche di base (patente informatica europea - ECDL). Per lo
svolgimento di questa azione alcune persone volontarie con competenze
informatiche garantiranno la loro presenza presso la Sala Informatica
della Terapia Occupazionale del CRF, indicativamente due volte alla
settimana. Il programma svolto con ciascuna persona degente è parte
integrante del suo progetto riabilitativo globale individualizzato ed è
definito con l'interessato e con l'équipe riabilitativa sulla base
degli obiettivi riabilitativi e formativi. Il responsabile del presidio
CRF o, per esso, il terapista occupazionale coordinatore assicura ai
volontari l'utilizzo del locale e delle attrezzature informatiche a
partire dalle ore 16.00.
4. Supporto nelle attività di terapia occupazione di gruppo o
individuale. In particolare si propone l'affiancamento del terapista
occupazionale da parte di persona/e volontaria/e esperta/e durante
specifiche attività di t.o. nel cui contesto sia valutato utile
l'apporto di persone disabili che abbiano acquisito una specifica
competenza, accreditate dall'Associazione come "dimostratrici di
capacità". Si individua, a titolo esemplificativo, come ambiti di
attività quelli dell'addestramento all'uso della carrozzina, della
gestione della cucina e dell'abitazione, della mobilità interna
all'abitazione, della conduzione di un mezzo di trasporto, ecc.
5. Incontri con le persone degenti interessate alla fruizione di attività
ludico-ricreative presso locali comuni organizzate settimanalmente o a
cadenze periodiche da concordare di volta in volta con i responsabili
del presidio (karaoke, feste, attività sportive, ecc.).
6. Le attività del G.R.A.D. (Gruppo Radio Amatori Disabili), avviate già
da alcuni anni nel presidio CRF su iniziativa dello specifico gruppo di
lavoro attivato da operatori sanitari e da volontari del CP, verranno
pubblicizzate ed offerte gratuitamente alle persone degenti. Possono
frequentare la sala radio anche persone disabili esterne ed operatori
dell'A.S.O. CTO CRF ICORMA eventualmente interessati.
Dette attività potranno consistere in appositi corsi teorico-pratici
per il conseguimento della Patente di Radio-operatore, in eventi
dimostrativi delle operazioni di radio-trasmissione a voce e digitale
ivi comprese le operazioni legate alle esercitazioni di supporto radio
per la Protezione Civile, in didattica relativa all'impiego del computer
nell'elettronica e specificamente nelle radiocomunicazioni. Sempre in
tale ambito saranno curate quelle manifestazioni agonistiche
("contest") specificamente rivolte a stimolare la competitività
e l'esperienza operativa nell'impiego delle radio-trasmissioni. Tutte le
suddette attività ed iniziative sono da considerarsi quale supporto
alla reintegrazione psico-sociale ed eventualmente lavorativa delle
persone ricoverate (nel senso di indirizzamento verso specifici settori
tecnologici).
I consulenti
Lo sviluppo della tecnologia ha favorito la realizzazione di nuovi
prodotti per l'autonomia di persone con gravissime disabilità.
Pertanto, si propone di attivare sperimentalmente modalità di
collaborazione con professionisti esperti che, in collaborazione con l'équipe
riabilitativa, facilitino l'individuazione delle soluzioni tecniche più
efficaci rispetto agli obiettivi riabilitativi. Il CP ha la possibilità
di attivare la consulenza di un professionista esperto in ausili
informatici e di un architetto esperto nel campo del superamento delle
barriere architettoniche.
Tali consulenti avranno anche il compito di trasmettere competenze alle
persone volontarie del CP presenti nel presidio al fine di qualificare
ulteriormente gli interventi previsti e precedentemente descritti.
L'équipe riabilitativa si impegna a segnalare alla persona volontaria
individuata come referente dell'Associazione nel presidio (si veda più
avanti), la necessità/utilità di coinvolgere l'esperto consulente
nell'ambito di incontri con gli operatori di riferimento delle singole
persone degenti.
Il CP si impegna a non attivare alcuna forma di consulenza esterna da
parte dei citati professionisti, ancorché richiesta dalle persone
degenti o dalle loro famiglie, se non nel contesto del progetto
riabilitativo gestito dall'équipe dell'Unità Spinale.
Le azioni esterne al CRF
Il CP si impegna ad assicurare la presenza di persone volontarie per lo
svolgimento delle seguenti attività all'esterno del presidio CRF:
1. Uscite periodiche (indicativamente mensili) con un gruppo di persone
ricoverate e con operatori sanitari presso strutture o ambienti pubblici
per favorire l'acquisizione di autonomie personali. Tale attività
rientra tra quelle inserite nel progetto riabilitativo delle persone
ricoverate ed in particolare tra quelle organizzate dalla terapia
occupazionale.
2. Uscite periodiche serali o pre-serali ludico-ricreative, senza la
presenza di operatori sanitari, organizzate con persone ricoverate
interessate a partecipare.
3. Uscite di singole persone degenti accompagnate da un volontario
dell'Associazione e da questa specificamente accreditato con l'obiettivo
di potenziare le competenze acquisite in ambiente protetto attraverso il
confronto con una persona disabile individuata come "esperta
dimostratrice". Questa attività, che rientra tra quelle inserite
nel progetto riabilitativo individualizzato, deve essere prevista e
concordata con l'équipe riabilitativa previo confronto con la persona
volontaria individuata per accompagnare la persona ricoverata.
Per il trasporto dei ricoverati in occasione delle uscite di gruppo il
CRF mette attivo il minibus attrezzato attualmente a disposizione del
presidio, previa verifica della disponibilità del mezzo. La richiesta
deve essere presentata sia al medico dirigente dell'Unità Spinale sia
al responsabile amministrativo presente nel presidio indicando chi
condurrà il mezzo; dovrà essere depositata la copia della patente di
guida del conduttore.
Per il trasporto delle persone ricoverate in occasione delle uscite
individuali può essere fatta richiesta del minibus del CRF oppure
utilizzare il mezzo del volontario.
Ad eccezione delle uscite di cui al punto 1), i ricoverati possono
uscire dal presidio esclusivamente a seguito della concessione di
specifico permesso da parte del medico-responsabile dell'Unità Spinale.
L'Associazione, nel caso delle attività di cui ai punti 2 e 3
precedenti, si farà carico delle necessarie coperture assicurative
delle persone volontarie coinvolte.
Modalità e strumenti per assicurare l'integrazione operativa tra l'équipe
riabilitativa e le persone volontarie dell'Associazione
Al fine di garantire l'integrazione operativa tra le persone volontarie
e l'équipe riabilitativa debbono essere organizzate periodiche riunioni
(indicativamente mensili) di verifica e confronto sulle attività
programmate ed attuate dall'Associazione. Tali riunioni vengono
convocate dal medico responsabile dell'Unità Spinale.
I componenti dell'équipe riabilitativa si impegnano ad attivare momenti
di confronto con le persone volontarie del CP presenti al CRF ogni
qualvolta risulti necessario comunicare informazioni o definire modalità
d'intervento relativamente a situazioni di disagio o difficoltà
riferite da singole persone ricoverate.
Il CP attribuisce ad uno dei volontari attivi presso il CRF la funzione
di "coordinatore" delle attività e ad alcuni dei volontari
quella di "referente di area di attività", cui gli operatori
possono riferirsi per ogni questione oggetto di questa lettera di
intenti.
Il CP collabora con ogni realtà di volontariato, o del privato sociale,
attiva nell'Unità Spinale, coinvolta, su iniziativa dell'équipe
riabilitativa, alla realizzazione di iniziative di empowerment delle
persone ricoverate.
Formazione
L'Associazione, espletando il ruolo che le è proprio di conoscenza e di
rappresentazione dei bisogni delle persone con lesione midollare,
assicura anche nel contesto dei contenuti ed obiettivi della presente
lettera d'intenti, lo svolgimento delle proprie specifiche funzioni, in
piena collaborazione con l'équipe riabilitativa.
La collaborazione tra i volontari e gli operatori è connotata
costantemente da modalità positive di dialogo ed interazione.
La gestione di attività di conoscenza e rappresentazione dei bisogni
comporta la necessità di attivare iniziative di formazione nel campo
delle attività di auto mutuo aiuto e di counselling.
L'Associazione si impegna ad attivare tali iniziative nei confronti dei
volontari presenti nel presidio.
Durata
Le modalità operative e le attività previste dalla presente lettera di
intenti verranno sperimentate ed attuate in un periodo di tempo di
dodici mesi a partire dalla sua data di sottoscrizione.
Nel corso di tale periodo verranno effettuate le opportune verifiche al
fine di individuare eventuali modifiche migliorative, in senso
quali/quantitativo, da apportare alle modalità di integrazione
operativa ed alle attività.
L'avvio della nuova USU rappresenta un'utile opportunità per
l'ulteriore qualificazione dell'offerta di interventi da parte
dell'Associazione, nel contesto delle iniziative di riabilitazione
globale messe in atto nella nuova struttura.
Torino, 14/09/2005
Il Direttore Generale
dell'ASO CTO CRF ICORMA
Ing. Enrico BIGHETTI
Il Presidente
del Coordinamento Para-tetraplegici
Dr. Piergiorgio MAGGIOROTTI
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