| Aggiornamenti Normativi II trimestre 2008
|
||
Il servizio di
trasporto è un diritto soggettivo perfetto
(a
cura di Francesco Marcellino*) Un'importante sentenza
del Tribunale di Modica, in Sicilia, obbligando i Comuni della Regione
ad erogare il servizio di trasporto gratuito per gli studenti con
disabilità, consente anche di riflettere su quanto sia necessario da
parte di tutti - dalle istituzioni alle famiglie - lottare per il
riconoscimento dei diritti
Da superando.it Il Presidente del Consiglio Romano Prodi e i Ministri della Salute Livia Turco e dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa hanno firmato il Dpcm contenente i nuovi Livelli essenziali di assistenza erogati dal Servizio sanitario nazionale. Per il Ministro della Salute Livia Turco, con questo atto “si conclude anche la seconda parte del Patto per la Salute sottoscritto nell’ottobre del 2006 con le Regioni per il rilancio della sanità pubblica italiana attraverso il suo risanamento economico e finanziario e, per l’appunto, con l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza per venire incontro ai nuovi bisogni di salute della popolazione”. I nuovi Lea contengono infatti numerose novità rispetto all’attuale elenco di prestazioni e servizi erogati dal Ssn. Il Dpcm contiene anche il nuovo “nomenclatore tariffario dei presidi, delle protesi e degli ausili” e i nuovi elenchi delle malattie croniche e delle malattie rare esentate dal pagamento del ticket. In sintesi, i nuovi Livelli essenziali di assistenza ridefiniscono il “paniere” dei servizi e delle prestazioni offerte dal Ssn a tutti i cittadini, per un totale di oltre 5.700 tipologie di prestazioni e servizi per la prevenzione, la cura e la riabilitazione. Ecco i “numeri” principali dei Lea:
23 aprile 2008 segui le prinipali novità dei LEA Il Tribunale
Amministrativo Regionale (TAR) di Brescia,
con la Sentenza n. 350 del 2 aprile 2008, ha accolto i ricorsi
proposti dall' ANFFAS di Brescia ONLUS e da numerose famiglie,
annullando i regolamenti che disciplinavano la compartecipazione
al costo dei servizi CSE (Centro Socio-Educativo), CDD (Centro
Diurno per Persone con Disabilità) e SFA (Servizio di Formazione
all'Autonomia) dei Comuni di Cellatica, Gussago e Ome e dell'Assemblea
dei Sindaci del Distretto Sociosanitario 2 dell'ASL di Brescia
(comprendente anche i Comuni di Ospitaletto, Rodengo-Saiano, Castegnato,
Travagliato, Berlingo, Torbole-Casaglia, Castelmella e Roncadelle). Sono
ormai più di dieci anni che le persone con disabilità e le loro
associazioni si stanno battendo per "pagare il giusto", rispetto ai servizi di cui
fruiscono. Era stato infatti il Decreto Legislativo 130/00 a introdurre
il principio in base al quale, ai fini della compartecipazione al costo
dei servizi sociosanitari, la situazione economica di cui tener conto
dev'essere solo quella dell'assistito e non quella del nucleo
familiare in
cui è inserito e che se ne fa carico. In tutti questi anni, però, la
maggior parte degli enti locali si è opposta
all'applicazione di tale principio, trincerandosi dietro alla
mancata approvazione di un decreto attuativo. La recente Sentenza del
TAR di Brescia - che pur mantiene qualche elemento di criticità -
assume dunque un'importanza fondamentale, perché
riconosce la fondatezza di molte delle rivendicazioni delle persone con
disabilità e delle loro famiglie in materia di compartecipazione al
costo dei servizi. Viene confermato, ad esempio, che il principio
della situazione economica del solo assistito è immediatamente
precettivo e
quindi vincolante per i Comuni, anche in assenza del decreto attuativo.
La Sentenza afferma inoltre che la possibilità di allargare la
valutazione della situazione economica all'intero nucleo familiare dev'essere
limitata ad ipotesi assolutamente marginali, che
devono tenere conto «delle concrete condizioni di vita di una famiglia
che accoglie al suo interno una persona svantaggiata». Il TAR ha quindi
ritenuto del tutto irragionevoli
i regolamenti che prevedevano che le persone con
disabilità partecipassero al costo dei servizi anche se privi di
reddito, o in possesso di redditi inferiori al minimo vitale, o comunque
minimi: i regolamenti comunali sono quindi stati annullati.
Non solo, i giudici hanno sottolineato la necessità che i Comuni
assumano le loro scelte in materia di partecipazione al costo dei
servizi da parte dei cittadini, svolgendo approfondite indagini
che valutino le conseguenze della disabilità sul
bilancio familiare. Si è inoltre precisato che le provvidenze
economiche erogate a titolo assistenziale (quali pensioni di
invalidità e indennità di accompagnamento) non
costituiscono entrate, in quanto redditi esenti ai fini
IRPEF, come già recentemente affermato anche dal TAR di Milano, con la
Sentenza n. 303
del 7 febbraio 2008 [a quest'ultima il nostro sito ha dedicato il
testo intitolato Il diritto di «pagare il giusto»,] da
superanddo.it Dal
prossimo 14 aprile sarà di nuovo possibile accedere al contributo
per il sostegno alla locazione. Il contributo è previsto dalla legge
431/98 ed è riservato alle famiglie che necessitano di un sostegno
economico per il pagamento del canone di affitto. Le domande possono
essere presentate in Comune entro il 23 maggio. Torino, 1 Aprile 2008 Per la non autosufficienza
sono stati stanziati 300 milioni di euro per il 2008 e 400 milioni per
il prossimo anno, il 2009. Lo prevede un decreto interministeriale che è stato appena varato e che sarà sottoposto alla
Conferenza Stato-Regioni e alla Corte dei Conti per l'approvazione
definitiva. - Arrivano i livelli essenziali delle prestazioni per la non
autosufficienza Uno dei temi che sarà all'ordine del giorno della riunione della
Conferenza Stato-Regioni della prossima settimana sarà sicuramente il
decreto interministeriale sulla ripartizione dei fondi per le non
autosufficienze. Il decreto prevede una serie di criteri per il
"riparto" e pubblica le tabelle relative al 2008 e al 2009 per la divisione dei fondi regione per regione.
Con l'articolo 2 del decreto si stabiliscono anche le aree prioritarie
di intervento che sono "riconducibili ai livelli essenziali delle
prestazioni". Si tratta quindi di una novità assoluta. Per la prima volta (con l'eccezione dei
Lea sanitari) vengono fissati i "paletti" degli interventi
relativi alle politiche sociali. In assenza di una definizione organica e generalizzata dai Livelli
essenziali, obiettivo che il governo Prodi non è riuscito a raggiungere
vista la fine anticipata della legislatura, il decreto dei quattro ministeri fissa una
prima griglia di riferimento. Le aree prioritarie che vengono individuate partono dalla previsione (o
rafforzamento) di punti unici di accesso alle prestazioni e ai servizi
con particolare riferimento alla condizione di non autosufficienza. Si dovranno poi
definire le modalità di accertamento della condizione di non
autosufficienza. Questo sarà possibile solo attraverso strumenti di valutazione
multidimensionale delle condizioni funzionali della persona. Al terzo
punto della griglia c'è l'attivazione delle modalità di presa in carico della persona non
autosufficiente "attraverso un piano individualizzato di assistenza
che tenga conto sia delle prestazioni erogate dai servizi sociali che di quelle erogate
dai servizi sanitari di cui la persona non autosufficiente ha bisogno,
favorendo la prevenzione e il mantenimento di condizioni di autonomia, anche
attraverso l'uso di nuove tecnologie". Vengono poi previste sia la definizione dei principi e delle modalità
sulla cui base può essere richiesta la compartecipazione al costo delle
prestazioni per la componente sociale, sia l'attivazione o il rafforzamento di
servizio socio-sanitari e socio-assistenziali con riferimento
prioritario alla domiciliarità. Entrambi questi punti segnati dal decreto sono di estrema delicatezza
sia sociale, sia politica. E' in atto infatti ormai da tempo un
dibattito sia tra gli specialisti, sia a livello di opinione pubblica sul ruolo che devono
svolgere l'amministrazione pubblica e in particolare lo Stato e le
Regioni nell'ambito dell'assistenza e della presa in carico delle persone disabili e in
generale delle persone non autosufficienti. C'è chi spinge per cambiare il modello italiano di welfare perché si
baserebbe quasi esclusivamente sui trasferimenti monetari. E chi invece
cerca di mettere in guarda da un eccessivo taglio ai trasgferimenti monetari
perché è vero che bisogna investire soprattutto sull'allargamento e la
qualificazione dei servizi, ma è anche pur vero che ci sono strati di popolazione che
hanno sicuramente una necessità assoluta anche del trasferimento
monetario. Il decreto interministeriale segna una novità positiva anche in questo
senso perché cerca di conciliare l'investimento in servizi con quello
in risorse per le famiglie delle persone non autosufficienti. In questo contesto sarà
fondamentale l'individuazione delle soglie regionali dell'Isee,
l'indicatore della situazione economica equivalente delle famiglie con persone non
autosufficienti e dei diritti interessati prima di tutto. Presentazione
Il Ministro della Salute Livia
Turco ha firmato, il 19 marzo 2008, il Decreto ministeriale che
individua gli ambiti delle prestazioni dei Fondi integrativi del
Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e degli Enti, Casse e Società di
mutuo soccorso no profit che forniscono prestazioni assistenziali
integrative a quelle fornite dal SSN. Gli ambiti di intervento dei Fondi
integrativi comprendono prestazioni aggiuntive, non
comprese nei livelli essenziali di assistenza e con questi comunque
integrate, erogate da professionisti e da strutture accreditati, e tra
queste anche:
Gli ambiti di intervento degli
Enti, Casse e Società di mutuo soccorso comprendono anche il complesso
delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie da essi assicurate secondo
i propri statuti e regolamenti, nonché i costi di compartecipazione
alla spesa sostenuti dai cittadini nella fruizione delle prestazioni del
SSN e gli oneri per l’accesso alle prestazioni erogate in regime di
libera professione intramuraria. Inoltre, a partire dall’anno
2010, gli Enti, Casse e Società di mutuo soccorso dovranno attestare
che almeno il 20% delle prestazioni erogate sia riferito a prestazioni
socio assistenziali per le persone non autosufficienti e per
l’assistenza odontoiatrica. Per il monitoraggio e il controllo
dell’attività dei Fondi e dagli altri Enti preposti il decreto
istituisce, ai sensi dell’articolo 9, comma 9, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e senza oneri a carico dello
Stato, l’Anagrafe dei fondi sanitari
presso il Ministero della Salute. I fondi sanitari integrativi del
SSN nonché gli enti e le casse comunicano annualmente all’Anagrafe
dei fondi sanitari la seguente documentazione: (a) atto costitutivo; (b)
regolamento; (c) nomenclatore delle prestazioni garantite; (d) bilancio
preventivo e consuntivo; (e) modelli di adesione relativi al singolo
iscritto ed (f) eventualmente al nucleo familiare. "Con questo decreto - ha
dichiarato il Ministro Livia Turco - si compie un ulteriore passo avanti
nel consolidamento della sanità pubblica, intesa come
complesso di enti, strutture e organizzazioni che investono sulla
promozione della salute e la fornitura di prestazioni mediche e
assistenziali ma senza finalità di lucro". Fonte: Ministero della Salute |
||