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da
ACS Nano, vol 5 n°1, 227-236, 2001
Trapianto
di scaffold a composti nanostrutturati porta alla rigenerazione in
lesioni midollari croniche
Fabrizio Gelain,
Silvia Panseri, Stefania Antonini, Carla Cunha, Matteo Donega,
Joseph Lowery, Francesca Taraballi, Gabriella Cerri,
Marcella Montagna, Fausto Baldissera, and
Angelo Vescovi
Biotechnology and
Biosciences Department, University of Milan-Bicocca, Milan 20126,
Italy, Center for Nanomedicine and Tissue Engineering - A.O.
Niguarda Ca’ Granda, Milan 20162, Italy, Institute for Soldier
Nanotechnologies, Massachusetts Institute of Technology, Cambridge,
Massachusetts 02139, United States, Department of Human Physiology,
University of Milan, Milan 20133, Italy, and §IRCCS Casa Sollievo
della Sofferenza, Opera di San Pio da Pietrelcina, San Giovanni
Rotondo 71013, Italy
Abstract
La
distruzione e perforazione di interi segmenti tissutali nella
colonna vertebrale rappresenta una barriera insormontabile nella
rigenerazione assonale e nella cura delle lesioni midollari. Per
aggirare questa difficoltà abbiamo realizzato protesi neurali,
assemblando nanofibre prodotte con filatura elettrostatica e peptidi
autoassemblanti in canali conduttori a struttura mista, e le abbiamo
impiantate in cisti di ratti con lesione midollare indotta in stato
post-acuto, provvedendo anche una fornitura di citochine. Dopo sei
mesi abbiamo osservato una cospicua ricostruzione della colonna
vertebrale. La ciste è stata sostituita da un tessuto di recente
formazione e comprendente cellule neurali e stomali. Fibre nervose
sono state inframmezzate tra e all’interno dei canali conduttori,
fissando la lesione, all’interno di una rete vascolare ben
sviluppata, lamine basali e mielina. A
ciò si è accompagnato un notevole miglioramento
nell’attività delle fibre motrici ascendenti e discendenti e
nella prestazione locomotoria complessiva. Perciò, inserendo
matrici nanostrutturate nelle neuro protesi è possibile ricreare un
framework anatomico, strutturale e istologico, che permette la
sostituzione di larghe porzioni di tessuti perforati in colonne
vertebrali con lesioni croniche, favorendo rigenerazione assonale e
recupero neurologico.
Conclusioni
Con
questo lavoro miravamo alla riparazione della lesione cronica della
colonna vertebrale tentando di sostituire la ciste ripiena di
liquido che si riscontra in tali lesioni con un conduttore
neuroprotesico che portasse alla ricostruzione tissutale e alla
rigenerazione assonale. Le fibre prodotte con filatura
elettrostatica e i peptidi auto-assemblanti, assemblati in canali
conduttori cavi, sono stati trapiantati nella cavità di lesioni
midollari croniche e post-acute della colonna vertebrale toracica,
in combinazione anche con citochine pro-rigenerative. Dopo sei mesi
si è riscontrata una significativa ricostruzione anatomica in cui
la ciste è stata sostituita da nuovo tessuto nervoso, in cui
cellule neurali e stomali sono riscontrabili sia tra i canali
riassorbenti sia al loro interno. Nella grande maggioranza dei
microcondotti le fibre nervose rigeneranti erano presenti per tutta
la lunghezza dei canali, tra una rete vascolare ben sviluppata,
composti a lamina basale e mielina. Tutto questo accompagnato da un
sensibile miglioramento dell’attività elettrofisiologica delle
fibre motorie ascendenti e discendenti e la prestazione locomotoria
nel test BBB (Basso, Beattie, Bresnahan). Gli sperimentatori erano
all’oscuro dei trattamenti ricevuti da ciascun animale.
Questo
lavoro mostra che è possibile raggiungere un livello significativo
di rigenerazione anatomica e funzionale in lesioni midollari
croniche trapiantando scaffold multi-nanostrutturati in condizioni
sperimentali che imitano il tipo di lesione che più spesso colpisce
gli esseri umani. La rigenerazione assonale è ancora attiva sei mesi dopo il
trapianto, il che dimostra che il margine di miglioramento potrebbe
essere anche più ampio. Inoltre le fibre prodotte con filatura
elettrostatica possono essere consolidate con praticamente qualsiasi
materiale polimero e i loro diametri regolati su micro- e nanoscala.
Perciò la loro combinazione in frame con peptidi auto-assemblanti
offre il vantaggio di poter pre-orientare un’ampia area
superficiale in scaffold a più dimensioni. Date l’ovunque elevata
funzionalizzazione conseguibile con differenti segmenti bioattivi e
l’adattabilità di capacità diffusive di peptidi auto-assemblanti
a specifiche droghe, è oggi possibile creare scaffold bio-mimetici
con le specifiche proprietà meccaniche e di degradazione richieste
dalla neuroprotesica per l’applicazione terapeutica.
Per
tutte queste ragioni proponiamo il nostro studio come prototipo,
fornendo la prova che una rigenerazione guidata spazialmente nella
lesione midollare cronica può essere raggiunta utilizzando scaffold
nanostrutturati. Dunque, considerando i nostri esperimenti come un
promettente punto di partenza, l’immagine tomografica della cavità
della ciste e la conseguente realizzazione di scaffold
nanostrutturati personalizzati, una più vasta selezione di
citochine che possono essere manipolate per un’azione prolungata,
protesi inseminate con cellule staminali e una riabilitazione
intensiva sono alcune delle tecniche sempre più complesse e
raffinate che potranno forse portare allo sviluppo di terapie
sperimentali sull’uomo.
Traduzione di Elisa Leonzio, Torino, 11 aprile 2011
il link
all'articolo in inglese
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