 |
L’AUTONOMIA DELLA PERSONA
CON TETRAPLEGIA IN RAPPORTO AL LIVELLO DI LESIONE
Dott. Claudio Pilati -
Direttore U.S.U. Pietra Ligure (SV)
Uno degli aspetti
sicuramente più impegnativi e stimolanti per coloro che si occupano
della riabilitazione delle persone con lesione midollare, è quello
di riuscire a trovare una possibile correlazione tra il livello
neurologico della lesione e il livello di autonomia raggiungibile al
termine del percorso riabilitativo.
Sono state a tal
proposito pubblicate numerose tabelle , relative per lo più alle
sfere della mobilità e della cura di sé, cui è possibile far
riferimento per una previsione dell’outcome.
E’ però molto
importante considerare questi schemi come semplici "punti di
riferimento", puramente orientativi e non generalizzabili a
tutti, per evitare possibili fallimenti in termini prognostici. Ogni
previsione deve essere quindi individualizzata e deve tenere conto
delle caratteristiche specifiche di ogni singolo caso.
L’autonomia
ideale indicata da questi schemi non sempre, infatti, può essere
raggiunta e ciò perché il livello neurologico di lesione non è l’unico
elemento di cui bisogna tenere conto. Può infatti succedere che, a
parità di danno neurologico, vengano raggiunti obiettivi molto
diversi a causa della diversa età o per la presenza di coesistenti
complicanze secondarie (p.o.a., lesioni da decubito, etc.), di
problematiche mediche (cardiopatie, obesità, etc), neurologiche (spasticità)
e/o osteoarticolari (rigidità articolari, retrazioni
muscolo-tendinee), di deficit cognitivi (associati al trauma o
pregressi), di particolari situazioni psicologiche, sociali o
familiari o, elemento da non sottovalutare, per precise scelte dell’utente,
che devono essere rigorosamente rispettate visto il ruolo di
"attore protagonista" da questi svolto nel progetto
riabilitativo.
Il team di
riabilitazione, multidisciplinare ed interdisciplinare, deve essere
in grado, a seguito di un’attenta valutazione globale e della
definizione degli obiettivi raggiungibili, di impostare un programma
riabilitativo, condiviso dall’utente, finalizzato al
raggiungimento degli stessi.
La condivisione
del progetto riabilitativo è un elemento fondamentale, per evitare
il rischio che gli operatori si prefiggano obiettivi che alla
persona non interessano, mirando ad autonomie che non saranno mai
sfruttate. Non sempre chi "può fare una cosa, deve poi
necessariamente farla" , prescindendo da elementi come la
fatica richiesta, il tempo necessario ed i possibili rischi.
Dopo il
raggiungimento degli obiettivi prefissati è necessario inoltre
prevedere periodiche valutazioni dello stato funzionale dell’utente
nel tempo, per monitorare possibili variazioni dovute alla comparsa
di complicazioni, a modificazioni dello stato neurologico, delle
condizioni psicologiche o sociali, delle condizioni generali di
salute, o per individuare eventuali modifiche da apportare agli
ausili.
Fermo restando
quanto detto, e con tutti i limiti sopra enunciati, prenderemo ora
in esame alcune essenziali funzioni ed attività della vita
quotidiana, i livelli di autonomia "attesi" e la eventuale
necessità di ausili per una persona con lesione midollare cervicale
completa (A.S.I.A. Impairment Scale A), , ad un anno dall’evento
acuto.
Per quanto riguarda
gli ausili, questi sono stati volutamente descritti in modo generico,
indicando solo quelli ritenuti indispensabili al raggiungimento dell’outcome
atteso, vista l’estrema variabilità dei criteri di scelta da
persona a persona. Tutti gli ausili devono infatti essere sempre
provati dall’utente, al fine di arrivare ad una scelta accuratamente
personalizzata, che dia garanzia di sicurezza ed efficacia e che tenga
conto del rapido progredire della tecnologia. Proprio la tecnologia,
specie nel campo informatico e dei sistemi di controllo ambientale,
rappresenta uno dei settori in cui la ricerca è maggiormente
impegnata al fine di garantire una autonomia sempre maggiore, in
ambienti interni ed esterni, anche ai pazienti con lesioni cervicali
molto alte e quindi con capacità residue estremamente ridotte.
Il raggiungimento degli
obiettivi di autonomia prefissati è reso possibile solo seguendo un
corretto percorso di riabilitazione globale dalla fase di
emergenza-acuzie (es. mano funzionale !), alla fase di reinserimento
familiare e sociale e non può prescindere, tra le altre cose, da
uno specifico addestramento dei familiari (o care givers) e da
accurato studio per l’abbattimento delle barriere architettoniche
presenti all’interno ed all’esterno della abitazione, così da
favorire la migliore accessibilità, la massima mobilità, le
migliori condizioni per l’assistenza (ove necessaria) ed il
miglior livello di reintegrazione.
Riassumendo sinteticamente
le capacità funzionali residue per livello lesionale, possiamo
considerare:
LIVELLO C1-C3
Muscoli innervati
funzionalmente rilevanti:
sternocleidomastoideo, spinale cervicale, accessori del collo
Movimenti possibili:
flessione, estensione e rotazione del collo
Deficit funzionali:
paralisi completa del tronco, degli arti superiori ed inferiori;
dipendenza dal ventilatore meccanico
LIVELLO C4
Muscoli innervati
funzionalmente rilevanti:
trapezio superiore, diaframma, spinale cervicale
Movimenti possibili:
flessione, estensione e rotazione del collo; elevazione della
scapola; inspirazione
Deficit funzionali:
paralisi completa del tronco, degli arti superiori ed inferiori;
incapacità a tossire; resistenza e riserva respiratoria ridotte per
la paralisi degli intercostali
LIVELLO C5
Muscoli innervati
funzionalmente rilevanti:
deltoide, bicipite, brachiale, brachioradiale, romboide, serrato
anteriore (parzialmente innervato)
Movimenti possibili:
flessione, abduzione e estensione di spalla; flessione e supinazione
del gomito, adduzione ed abduzione di scapola
Deficit funzionali:
assenza dell’estensione del gomito, della pronazione e di tutti i
movimenti del polso e della mano; paralisi totale del tronco e degli
arti inferiori
LIVELLO C6
Muscoli innervati
funzionalmente rilevanti:
clavicular pectoralis supinator, estensore radiale lungo e breve del
carpo, latissimus dorsi
Movimenti possibili:
estensione radiale del polso, supinazione dell’avambraccio,
(completa!)
Deficit funzionali:
assenza della flessione del polso, dell’estensione del gomito, di
tutti i movimenti della mano; paralisi totale del tronco e degli
arti inferiori
LIVELLO C7 – C8
Muscoli innervati
funzionalmente rilevanti:
latissimus dorsi; pettorale capo sternale; tricipite; pronatore
quadrato; estensore ulnare del carpo; flessore radiale del carpo;
flessore profondo e superficiale delle dita; estensore comune;
pronatore/flessore/estensore/abduttore del pollice; lombricali
(innervati parzialmente)
Movimenti possibili:
estensione del gomito; estensione ulnare del polso; flessione del
polso; estensione e flessione delle dita;
flessione/estensione/abduzione del pollice
Deficit funzionali:
paralisi totale del tronco e degli arti inferiori; deficit dei
muscoli intrinseci della mano
Sono stati quindi presi in
considerazione:
- funzione respiratoria (respiro
autonomo o con ventilazione meccanica, capacità di espettorare), intestinale
evescicale (capacità o meno di gestire l’eliminazione,
di mantenere una buona igiene perineale e di sistemare i vestiti
prima e dopo l’eliminazione);
- mobilità nel letto, trasferimenti
letto/carrozzina/sedia-comoda/ w.c., utilizzo della
carrozzina (elettronica e/o meccanica), postura e
prevenzione delle lesioni da pressione;
- Mangiare, vestirsi,
lavarsi
- Verticalizzazione (standing)
- Comunicazione, intesa
come interazione con l’ambiente (utilizzo di sistemi di
controllo ambientale, di una tastiera di p.c., , del telefono, di
giochi, della scrittura manuale etc.)
- Mezzi di trasporto (guida, uso di auto
adattate con accompagnatore, trasporti pubblici), elemento critico
per favorire la massima reintegrazione sociale
- Faccende domestiche (preparazione di cibi,
gestione della casa)
- Assistenza richiesta, cioè il numero di ore
che può essere necessario ad un "caregiver" per
assistere la persona per le cure personali, incluse le
mobilizzazioni, e le faccende domestiche (I dati relativi a questo
ambito sono stati presi da un lavoro del " U.S.A. Consortium
for Spinal Cord Medicine ", che riunisce le principali
Società ed Associazioni che operano nel campo della lesione
midollare). I dati riportati, che meritano sicuramente una
accurata valutazione, credo possano rappresentare uno spunto per
specifiche ricerche adattate alla nostra realtà.
- F.I.M. (Functional Independence Measure): è
la scala di misurazione della disabilità, validata, più
utilizzata in medicina riabilitativa. Valuta le capacità
funzionali della persona e di conseguenza i risultati degli
interventi riabilitativi. Sebbene non sia specifica per la lesione
midollare, ne individua comunque le principali aree di disabilità.
Consiste di 13 items motori e 5 cognitivi, ognuno con un punteggio
da 1 (dipendenza completa) a 7 (autonomia completa). La
rilevazione dei punteggi viene in genere effettuata dagli
operatori in équipe (medici, infermieri, fisioterapisti).
- S.C.I.M. (Spinal Cord Independence Measure):
ideata nel Dipartimento Mielolesioni del Lowenstain
Rehabilitation Hospital (Israele) , dal gruppo di
A. Catz e coll., nel 1997 , è stata successivamente modificata; è ancora in
corso di validazione. Ha sicuramente dei vantaggi rispetto alla F.I.M.: include
aree funzionali fondamentali per il para-tetraplegico; ad ogni attività
funzionale è stato attribuito un punteggio in base al suo peso relativo sull’attività
complessiva; le aree di funzione analizzate, con i diversi sottogruppi, nella
nuova versione sono: la cura
personale (subtotale 0 – 20); la respirazione
ed il controllo sfinterico (subtotale 0 – 40); la mobilita’ (subtotale
0 – 40). Il totale dello score per la S.C.I.M. è di 100; è sicuramente più
sensibile della F.I.M. alle variazioni funzionali, anche le più lievi; è molto
semplice da compilare, grazie alla presentazione dei criteri di punteggio
dettagliati nelle schede di valutazione; ha un’elevata attendibilità tra
operatori, non essendo state riscontrate significative divergenze di valutazione
nei vari ambiti. Viene compilata dall’équipe riabilitativa.
N.B. : nelle tabelle che seguono, il segno / ,negli spazi
relativi alle scale F.I.M. e S.C.I.M., indica che non è prevista
una valutazione di quella specifica funzione
|
 |