Il
dolore.
Il
dolore è un’esperienza soggettiva e il suo grado di sopportazione
varia da individuo ad individuo in relazione a fattori culturali,
conoscitivi, esperienzali. Il dolore ha una miriade di implicazioni:
fisiche, psicologiche, sociologiche e antropologiche.
In
riferimento alla persona con lesione midollare, il dolore può
comparire in fasi molto precoci, quando la persona è ancora
allettata, ed avere una evoluzione in stretto rapporto con gli
aspetti clinici e riabilitativi.
Si
può manifestare in modo
più deciso quando la persona comincia a stare in carrozzina. Nella
persona con tetraplegia si evidenzia molto sugli arti superiori e
sul collo, mentre nella persona con paraplegia compare a livello
della schiena e della zona di confine della sensibilità.
Un
evento altrettanto importante e da non sottovalutare è quando il
dolore diventa cronico e persiste oltre la malattia accompagnandosi
ad importanti disturbi comportamentali (irritabilità, depressione,
etc. ).
Con il passare degli anni il
dolore si trasforma e può avere sviluppi di diverso tipo andando a
limitare e ostacolare notevolmente le attività ed il
comportamento della persona stessa, compromettendo in maniera
rilevante l’autonomia personale e la vita relazionale.
Ci siamo resi conto di quanto la problematica del dolore sia affrontata
in modo insufficiente e quasi esclusivamente per l’aspetto
farmacologico. Si rende evidente quanto le persone che ne subiscono
gli effetti abbiano bisogno di parlarne, di comprendere, così come
gli operatori avvertono la necessità di confrontarsi, di conoscere
e di avere a disposizione delle risposte.
La
scelta è stata quella di occuparsi della tematica del dolore nella
persona con lesione midollare con un approccio globale, individuando
e coinvolgendo tutte le
figure professionali che se ne occupano. Abbiamo ritenuto opportuno
partire dalla conoscenza del dolore e dalle sue implicazioni nella
persona con lesione midollare, dando risalto al momento valutativo
del dolore, riconoscendo il dolore come malattia da curare.
Dare la possibilità di mettere
a confronto esperienze e metodologie
riabilitative, conoscere quali tecniche terapeutiche e
farmacolgiche vengono adottate per contrastare il dolore,
affrontando anche la fase del follow-up.
Questo senza trascurare
l’esperienza personale di persone che vivono il dolore sulla
propria pelle venendo a conoscenza di terapie alternative alla
farmacologia tradizionale, attraverso un confronto
dibattito sulle diverse esperienze metodologiche con la
partecipazione di esperti anche di Centri esteri come in
questo caso quello di Nottwill in Svizzera dove esiste un’intera
area dedicata al trattamento del dolore per le persone con lesione
midollare.
L’iniziativa ha una importanza straordinaria, perché
permette un arricchimento culturale utile sia per l’approccio alla
persona sotto tutti i punti di vista e con un approccio in équipe,
attraverso il confronto e la discussione durante le diverse fasi
operative in Unità Spinale.
Costituisce
un’opportunità notevole per favorire riflessioni utili e
necessarie per tutti coloro i quali si trovano nel quotidiano ad
affrontare, a sostenere e a stimolare percorsi operativi.
Lucia Bambagioni