IL DOLORE: TRA L’IMMAGINARIO E IL PERCEPITO

19-21 Maggio 2005 - ChocoHotel - Perugia

Presentazione

Il dolore.

Il dolore è un’esperienza soggettiva e il suo grado di sopportazione varia da individuo ad individuo in relazione a fattori culturali, conoscitivi, esperienzali. Il dolore ha una miriade di implicazioni: fisiche, psicologiche, sociologiche e antropologiche.

In riferimento alla persona con lesione midollare, il dolore può comparire in fasi molto precoci, quando la persona è ancora allettata, ed avere una evoluzione in stretto rapporto con gli aspetti clinici e riabilitativi.

Si può manifestare in  modo più deciso quando la persona comincia a stare in carrozzina. Nella persona con tetraplegia si evidenzia molto sugli arti superiori e sul collo, mentre nella persona con paraplegia compare a livello della schiena e della zona di confine della sensibilità.

Un evento altrettanto importante e da non sottovalutare è quando il dolore diventa cronico e persiste oltre la malattia accompagnandosi ad importanti disturbi comportamentali (irritabilità, depressione, etc. ).

Con il passare degli anni il dolore si trasforma e può avere sviluppi di diverso tipo andando a  limitare e ostacolare notevolmente le attività ed il comportamento della persona stessa, compromettendo in maniera rilevante l’autonomia personale e la vita relazionale.

Ci siamo resi conto di quanto la problematica del dolore sia affrontata in modo insufficiente e quasi esclusivamente per l’aspetto farmacologico. Si rende evidente quanto le persone che ne subiscono gli effetti abbiano bisogno di parlarne, di comprendere, così come gli operatori avvertono la necessità di confrontarsi, di conoscere e di avere a disposizione delle risposte.

La scelta è stata quella di occuparsi della tematica del dolore nella persona con lesione midollare con un approccio globale, individuando e coinvolgendo  tutte le figure professionali che se ne occupano. Abbiamo ritenuto opportuno partire dalla conoscenza del dolore e dalle sue implicazioni nella persona con lesione midollare, dando risalto al momento valutativo del dolore, riconoscendo il dolore come malattia da curare. Dare la possibilità di mettere a confronto esperienze e metodologie  riabilitative, conoscere quali tecniche terapeutiche e farmacolgiche vengono adottate per contrastare il dolore, affrontando anche la fase del follow-up.

Questo senza trascurare l’esperienza personale di persone che vivono il dolore sulla propria pelle venendo a conoscenza di terapie alternative alla farmacologia tradizionale, attraverso un confronto dibattito sulle diverse esperienze metodologiche con la partecipazione di esperti anche di Centri esteri come in questo caso quello di Nottwill in Svizzera dove esiste un’intera area dedicata al trattamento del dolore per le persone con lesione midollare.

            L’iniziativa ha una importanza straordinaria, perché permette un arricchimento culturale utile sia per l’approccio alla persona sotto tutti i punti di vista e con un approccio in équipe, attraverso il confronto e la discussione durante le diverse fasi operative in Unità Spinale.

Costituisce un’opportunità notevole per favorire riflessioni utili e necessarie per tutti coloro i quali si trovano nel quotidiano ad affrontare, a sostenere e a stimolare percorsi operativi.

Lucia Bambagioni

 

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